Date: 27 Sep 2000 12:32:22 -0000 From: italerotica@egroups.com Subject: [italerotica] Digest Number 188 Questa emissione contiene 16 messaggi. Argomenti in questa selezione: 1. Diamo il via alle danze Da: "Skorpio " 2. Re: Diamo il via alle danze Da: "Rosye" 3. Re: Diamo il via alle danze Da: "Moreno" 4. Re: Diamo il via alle danze Da: "Rosye" 5. danze & birra OT Da: "Moreno" 6. Ritmi di danza, mezzi e contenuti Da: "Skorpio " 7. Re: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Da: "Rosye" 8. R: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Da: "Francesca Ferreri Luna" 9. R: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Da: "Francesca Ferreri Luna" 10. Re: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Da: Lucio 11. Re: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Da: "Moreno" 12. R: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Da: "Frida" 13. Re: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Da: "Moreno" 14. Re: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Da: Lucio 15. R: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Da: "lolahi" 16. Re: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Da: "Moreno" ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 1 Data: Tue, 26 Sep 2000 12:38:16 -0000 Da: "Skorpio " Oggetto: Diamo il via alle danze Leggo nella presentazione della lista: >> (..)L'underground letterario, una volta circolante su fanzine >> ciclostilate e edizioni inguardabili a bassa tiratura, oggi è di >> casa sulla rete. Ed è sulla rete che si fanno le ossa gli autori >> che domani vedremo sorridere, dalle quarte di copertina dei loro >> libri, nelle vetrine delle librerie alla moda del centro città. E perplimo. Perchè mai la rete dovrebbe essere il "trampolino di lancio" per tuffarsi in una quarta di copertina? La rete è la rete. Ha i suoi ritmi, il suo respiro, la sua magia e i suoi colori. Non la vedo come un surrogato della realtà ma come un mondo a sè stante, simile e differente al tempo stesso. C'è chi sa comunicare in rete e non sa farlo sulle pagine di carta, chi il contrario e chi, fortunato, in entrambi i modi. Le emozioni vissute, lette o scritte in rete hanno ritmi espressivi e modalità diverse dalle stesse emozioni vissute fuori da essa. E' il fascino e il limite che uno schermo ci pone. L'eros in rete, ad esempio, non è il surrogato dell'eros fuori dalla rete. Povero, chi lo vive così... Una eterna masturbazione sostitutiva in cui vivere fantasmi che è incapace di esprimere dal vivo. Au contraire, si può essere VERI in rete quanto dal vivo, e vivere se stessi e le proprie emozioni con la stessa intensità. Esplorare se stessi negli angoli più nascosti, imparare ad accettarsi e a godersi appieno, e magari trasferire queste sicurezze (non necessariamente le modalità espressive, anche se talvolta è divertente ;) fuori dallo schermo. Ho conosciuto centinaia di persone online. Persone equilibrate, persone sofferenti, persone in cerca e persone senza un centro. Quanto le ho viste cambiare... In questo senso, forse, la rete è una palestra di vita. Ma un racconto erotico in rete non è un racconto erotico scritto su pagine di carta. Ha ritmi e respiri differenti. Il nome della rosa, in internet, non lo leggerebbe nessuno. Skorpio ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 2 Data: Tue, 26 Sep 2000 15:30:55 +0200 Da: "Rosye" Oggetto: Re: Diamo il via alle danze Ciao Skorpio, ricambio i saluti particolari... Vero, un racconto erotico in rete non ha gli stessi ritmi, percezione, assorbimento e durata della carta. Non riesco a pensare a "Il tuo nome scritto sull'acqua" della Frei su un video luminoso...mi sarei ridotta ad una talpa, a forza di leggere e rileggere la stessa riga o lo stesso paragrafo, come invece ho fatto. E poi io leggo quando ho tempo e voglia, nel bagno o sull'autobus, e non avendo il pc portatile, non vedo come fare con un racconto sulla rete..........con il libro questo è fattibile. per quanto riguarda l'eros...beh, credo che per suscitare emozioni abbia bisogno di certi ingredienti, sia sulla rete che su carta.....ma sulla carta arriva meglio. Il concetto è questo (scusate, sono alla seconda birra del deserto....): la fantasia si scatena meglio sulla carta che sulla rete...vuoi per il tatto mani-pelle-carta-occhi-cuore etc etc.... baci particolari Rosye ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 3 Data: Tue, 26 Sep 2000 16:11:12 +0200 Da: "Moreno" Oggetto: Re: Diamo il via alle danze Skorpio dice: >Ma un racconto erotico in rete non è un racconto erotico scrittosu pagine di carta. >Ha ritmi e respiri differenti.Il nome della rosa, in internet, non lo leggerebbe nessuno. Rosye dice: >Vero, un racconto erotico in rete non ha gli stessi ritmi, percezione, >assorbimento e durata della carta. Non credo esista una linea di demarcazione così netta. Una amica di viaggio nel villaggio virtuale una volta usò l'espressione: mondo veloce (quello virtuale della rete) e mondo lento (quello in cui tutti ci muoviamo). Innanzitutto (parlo per me ovviamente) chi scrive non è un professionista, cioè non scrive pensando al mezzo bensì pensando al contenuto e a ciò che vuole trasmettere. Un racconto "vuoto" lo rimane anche sulla carta. Uno coinvolgente ed appassionante lo è in rete come su carta. Se "il nome della rosa" (a prescindre dalla qualità..) fosse di 18 mila battutte anziche di 300 milioni (sarà così?) sarebbe letto da tutti e apprezzato da...?. la rete è semplicemente un mezzo di diffusione del pensiero che viaggia ad una velocità enorme. la rete offre a tutti (bravi e non) la possibilità di esprimersi e proprorre, di conforntarsi. La carta molto meno. Su carta arriva solo il materiale che personaggi più o meno titolati, budget più o meno adeguati, marketing più o meno avanzato, stabiliscono sia "vendibile" o quanto meno "pubblicabile". In rete abbiamo un numero ampio di ospiti che ci permettono di trovare uno spazio. Credo che la grande differenza sia questa. Sinceramente trovo corretto il commento di Rosye sulla percezione tattile. Il piacere di leggere una frase, richiudere il libro, passeggiare riflettendo (e magari sognando) sulle parole lette, non si riesce ancora ad abbianare al mezzo informatico, per quanto palmare possa essere il computer. Ripeto che quindi la differenza è solo legata al mezzo, non ai contenuti. E sono quelli che hanno ritmo e resipro. Secondo me. All fine una piccola considerazione, ovvero quanti "stampano" i racconti per leggerseli con calma ognivdove? a me risulta siano tantini.... Ciaoo Moreno ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 4 Data: Tue, 26 Sep 2000 16:21:55 +0200 Da: "Rosye" Oggetto: Re: Diamo il via alle danze io.... stampo anche i miei, che correggo e rivedo con occhio critico.... vedi che tu non hai bevuto la birra del deserto? grazie, hai espresso il concetto che mi si era ingarbugliato dentro.... Ripeto che quindi la differenza è solo legata al mezzo, non ai contenuti. E sono quelli che hanno ritmo e resipro. Secondo me. ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 5 Data: Tue, 26 Sep 2000 16:30:22 +0200 Da: "Moreno" Oggetto: danze & birra OT cara Rosye, la birra del deserto è tra le mie 5 birre preferite..... solo che in ufficio: niente alcolici e poi.... sarei a pseudo/circaquasi/cioè dieta... ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 6 Data: Tue, 26 Sep 2000 17:49:20 -0000 Da: "Skorpio " Oggetto: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Moreno scrive: >Alla fine una piccola considerazione, ovvero quanti "stampano" i racconti per leggerseli con calma ognivdove? a me risulta siano tantini.... E Rosye precisa: > Ripeto che quindi la differenza è solo legata al mezzo, non ai contenuti. E sono quelli che hanno ritmo e respiro. Secondo me. Si, concordo con entrambi. Quando dicevo (provocatoriamente) che l'eros scritto in rete è diverso dall'eros scritto su carta, parlavo della forma, non delle emozioni che spingono a scriverlo o a leggerlo. Del resto anche l'eros vissuto in rete parte dalle medesime emozioni di quello vissuto fuori dallo schermo. Si esprime, semplicemente, secondo ritmi diversi. E come è delizioso gustare una emozione carezzando le pagine di un libro, così è delizioso gustarla scorrendo i pixel di uno schermo. Così come concordo sempre con Moreno quando scrive: > Su carta arriva solo il materiale che personaggi più o meno > titolati, budget più o meno adeguati, marketing più o meno > avanzato, stabiliscono sia "vendibile" o quanto meno "pubblicabile". > In rete abbiamo un numero ampio di ospiti che ci permettono di > trovare uno spazio. La rete è indubbiamente un universo sempre aperto, in grado di offrire spazio a chiunque lo desideri. E ancora concordo sulla desolante analisi dell'editoria italiana, dove gli autori strada fanno anche troppo spesso sulla base del cognome o dell'investimento commerciale e non della qualità. Il succo del mio intervento era piuttosto: perchè vedere la rete SOLO come trampolino per chi desidera approdare alla libreria? Perchè non spingersi oltre e immaginare un eros scritto PER le rete? Non destinato al fascino delle pagine ma a quello dei pixel? Skorpio ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 7 Data: Tue, 26 Sep 2000 21:37:03 +0200 Da: "Rosye" Oggetto: Re: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Come lo vedi, un eros fatto solo per la rete? devo dirti che a volte, come per un ottimo giallo che lascia senza fiato, o un ottimo romanzo che fa commuovere, un ottimo eros...eccita, non ce lo nascondiamo.... A volte ci sono racconti online che sortiscono questo effetto, a volte lo sono in carta, ma devono avere quel "non so che" che turba un po'..... dei miei, per esempio, rileggo con una certa eccitazione "Luna piena", "Il mio uomo senza volto" e "Senza titolo"........ mentre su carta credo che Anais Nin, "Uccellini", sia tra i best....soprattutto un bel racconto di tre in auto, sul sedile posteriore mentre davanti l'autista fa finta di nulla... ma sai, magari è solo relativo alle nostre fantasie erotiche ancora da esaudire.... baci 'notte Rosye ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 8 Data: Tue, 26 Sep 2000 22:30:33 +0200 Da: "Francesca Ferreri Luna" Oggetto: R: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Eros sulla rete. E' il racconto il mezzo piu' idoneo per raccontare storie erotiche sulla rete. Ed e' qui che acquista valore e significato. Il tempo di leggere una pagina, il tempo di una emozione. Io ci credo. Ma volevo ricordarvi che all'editoria ufficiale non gliene importa nulla dei racconti perche' non vendono. Non hanno mercato. Sara' assurdo ma quando si compra un libro, non so se vi e' mai capitato, tra un romanzo e una raccolta di racconti si sceglie quasi sempre il primo. C'e' un motivo? Psicologicamente sono portata a considerare il romanzo come qualcosa di piu' completo, di piu' "importante" o semplicemente me lo fanno considerare cosi'. Obiettivamente non e' la realta' ma l'impressione rimane. Comunque questo porta ad una considerazione finale: il romanzo e' adatto al libro (chi mai leggerebbe 100/200 pagine sullo schermo?) e il racconto e' adatto alla rete. Diamoci da fare quindi per inventare una nuova editoria..... ffluna Eroxé Racconti Erotici http://www.progettoxe.com visitate la pagina degli autori http://www.progettoxe.com/autori/ ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 9 Data: Tue, 26 Sep 2000 22:30:52 +0200 Da: "Francesca Ferreri Luna" Oggetto: R: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Caro skorpio ci stiamo arrivando, un paio di mesi. Non di piu'. E allora vedrai che sara' diverso anche il nostro prossimo appuntamento. (forse sono troppo ottimista......) ffluna Eroxé Racconti Erotici http://www.progettoxe.com visitate la pagina degli autori http://www.progettoxe.com/autori/ ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 10 Data: Wed, 27 Sep 2000 08:19:44 +0200 Da: Lucio Oggetto: Re: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Salve a tutti, non ho mai partecipato assiduamente alle discussioni di questa mailing list, generalmente mi limitavo a leggere e creare qualche sporadico intervento. Ma la discussione che skorpio ha iniziato mi spinge ad intromettermi tra voi. Dunque, Moreno scrive: > Alla fine una piccola considerazione, ovvero quanti "stampano" i > racconti per leggerseli con calma ognivdove? a me risulta siano > tantini.... Ed é Vero. I motivi sono tanti, dal tempo di connessione alla scarsa voglia di stare davanti allo schermo, alla voglia ti avere tra le mani qualcosa di concreto che invece il mezzo telematico non ci rende. Basta pensare a tutti coloro che scrivono direttamente su PC ma che fino a quando non raggiungono la pubblicazione non riescono ad avere la "concreta" sensazione di quanto anno scritto. Io stesso stendo i miei racconti o scritti prima su carta ma semplicemente perché sono affezionato all'idea di "scrivere". il reale problema é un'altro... e tra poco vi dirò qual'è, anche se già nell'intervento in cui Rosye scrive: > Ripeto che quindi la differenza è solo legata al mezzo, > non > ai contenuti. E sono quelli che hanno ritmo e respiro. Secondo me. si intuisce. In realtà non é un problema, ma una forma-mentis. Mi rendo conto che parlare di forme mentali in una mailing list di questo tipo possa suonare strano, ma é così. Mi spiego. Noi tutti viviamo in un periodo di transizione tra un mondo reale ed un mondo virtuale. Non voglio dire che tra 10 o 20 tutto sarà virtuale, ma già adesso iniziano a nascere vere e proprie biblioteche-on-line. Lo stesso progettare contenuti o interfacce cambia a seconda del mezzo. Dunque concordo con Rosye quando dice che la differenza e legata al mezzo, ma non sono d'accordo con quel "SOLO" e nemmeno con l'affermazione che la differenza non é legata ai contenuti. Ecco il perché di un'affermazione forte come quella di Skorpio, "creare una nuova editoria, immaginare racconti creati appositamente per la rete". Questo é il primo vero passo di uno scrittore verso un mezzo di comunicazione che sta ancora nascendo (2,000,000,000 di pagine on line destinate a raddoppiare entro un anno!) ma che non sostituirà (come molti "studiosi" sensazionalisti vogliono farci credere) la carta stampata. Ecco allora l'esigenza di CREARE APPOSITAMENTE per la rete, ecco la voglia di inventarsi qualcosa di nuovo. Oggi basta un abbonamento a qualunque provider per avere una manciata di MB da riempire come vogliamo, e con poche migliaia di lire all'anno si può acquistare un dominio e rendersi professionali. dunque anch'io concordo con Moreno: > Su carta arriva solo il materiale che personaggi più o meno > titolati, budget più o meno adeguati, marketing più o meno > avanzato, stabiliscono sia "vendibile" o quanto meno "pubblicabile". > In rete abbiamo un numero ampio di ospiti che ci permettono di > trovare uno spazio. Progettoxé é stato (credo) tra i primi a capire che quello poteva essere un nuovo canale ed ha iniziato nuovi "giochi" come "In Ogni Dove" oppure OxeTv o ancora il nuovo Hoops! E non sono forse questi romanzi on line? Magari brevi, ma tali rimangono. Ed ancora mi viene in mente il romanzo che IRIS pubblica a puntate sul suo sito. (Ed il legame tra progettoxe ed iris é immediato!) FFLUNA e la sua redazione hanno avuto il coraggio di lanciarsi, di gettare un amo, anche solo per gioco, ma al quale abboccano (nel senso buono del termine) Migliaia di persone!!!!! Ma hanno anche capito che non siamo (inetso come umanità) ancora pronti a saltare con tutti e due i piedi sulla sua barca ed allora eccola lanciare giustamente segnali di concretezza come le due raccolte ed il cdrom. Ma queste operazioni si potranno fare solo ora, tra ventanni sarà davvero un problema riuscire a progettare una raccolta di racconti scritti per l'on-line. Già ora cominciano ad apparire racconti con immagini, suoni, video. Io spero davvero di riuscire a vivere tanto da vedere la separazione dell'editoria in editoria-per-web ed editoria-per-carta. Forse i fatti mi smentiranno e magari la rete crollerà su se stessa implodendo. Ma siamo un periodo di transizione ed ogni previsione é azzardata, ma tant'é che ci siamo e quindi sarebbe bello dare una mano a questa transizione, segnare, firmare un pezzo di quella rete che sarà la base della nuova rete. 0 brutto parlare di new-qualcosalegatoallarete, ma purtoppo é il momento di maggior interesse speculativo. Noi, che non abbiamo fini di lucro, tentiamo di portare avanti qualcosa di veramente NEW. Suona un po' da discorso di diploma, un po' paternale, ma se c'é da inventarsi qualcosa-di-nuovo, allora io ci sarò! Lucio! -- http://www.luciozogno.com ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 11 Data: Wed, 27 Sep 2000 09:38:42 +0200 Da: "Moreno" Oggetto: Re: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Il libro PC, cioè un piccolo PC palmare della dimensione e peso di un normale romanzo è già una realtà. L'evoluzione è in quel senso, su questo ritengo nessuno possa avere dei dubbi. Scomparda del libro stampato? non credo immediata, certamente in arrivo. Anche una istituzione come la Treccani offre l'enciclopedia su CD ROM. La logica è quella del consumo, si sono velocizzati enormemente i tempi per cui un oggetto si "consuma". FFL dice giustamente che il racconto è il miglior veicolo per l'erotismo in rete. Credo sia verissimo. Per l'intensità con cui si sviluppa un racconto, diviene prodotto consumabile rapidamente. In un racconto è possibile descrivere una situazione erotica che difficilmente potrebbe sostenere la stessa intensità emozionale in un romanzo. Skorpio ha ragione (in parte) nel chiedere di vedere la rete non come trampolino ma come mezzo di comunicazione ben delineato. Parlo sempre a titolo personale, non ho mai scritto pensando ad un "futuro" da scirttore su carta, ma per il solo piacere di farlo. Non foss'altro per la semplicissima ragione che per scrivere "sul serio", bisogna esserne anche capaci "sul serio". Probabilmente altri la pensano in modo diverso, mirando forse ad un futuro professionale. La realtà credo sia diversa, cioè legata fortemente al consumatore. Parola atroce ma inevitabilmente appropriata. Il "navigatore" si muove e cerca materiale "immediato". un racconto è per natura stessa "immediato". Lo stesso navigatore, molto probabilmente (anzi lo spero) diviene consumatore d i libri stampati, perchè quando stacca dal "mondo veloce" ricerca immeditamente i riferimenti abituali e storici del "mondo lento". In questo senso possiamo affermare che esistano appunto due mezzi, due canali diversi. Rimango quindi sulla mia affermazione che la differenza sostanziale sia nei contenuti, l a cui qualità, intensità e spessore rimangono comunque a prescindere dal mezzo di propagazione. Una raccolta di racconti non "tira" sul mercato. Vero in parte secondo me. Ad esempio l'Allende con Eva Luna Racconta propone una serie di racconti. Certo non è il lavoro più "commercialmente" valido della Allende ma rimane un lavoro ben "vendibile". Stephen King con Atlantide ha fatto un buco nell'acqua, mentre altre sue raccolte hanno venduto bene. Credo che anche qui sia più un aspetto legato ai contenuti che non alla configurazione. Molto tempo fà, su una ML letteraria, in occasione della fiera del libro di Torino, lanciai una proposta semplicissima. Conoscete credo tutti i MILLELIRE. Cioè quei libricini in vendita ovunque. Dissi all'epoca che un editore poteva pensare ad affiancare ad un romanzo "ufficiale" un libricino del genere. Questo potrebbe rappresentare un "trampolino" a costo molto contenuto, non avendo costi aggiuntivi di distribuzione e promozione. Il punto è che scrive (e in italia sappiamo bene che vi sono molti più scrittori che lettori...) ritiene l'editore una sorta di mecenate. Non è così. l'editore è una azienda, ha bilanci e profitti, come qualsiasi altra azienda. Il vero problema non è solo l'editoria, mercificata all'eccesso. Il vero problema è anche il consumatore. Cioè colui che acquista l'ultimo lavoro di King a prescindere. Che se parla di libri parla di autori noti. Che di scrittori Giapponesi magari conosce solo la Yashimoto. Alla fine siamo noi i consumatori. Lasciarci influenzare dai media e dalla "promozione". Sono anni che a mio avviso Bocca scrive cazzate, eppure "tira" sul mercato, perchè ancora oggi fa tendenza. Busi vende bene, mi sono sempre chiesto se fosse "letteratura" o " personaggio". Il suo lavoro "Cazzi e Canguri" ha venduto molto bene, perchè era un buon lavoro o perchè lui ci marcia alla grande sulla sua omosessualità? Questa è l'editoria. Propone al pubblico ciò che può garantirle un ritorno economico. Semplice e banale. Per creare una nuove editoria, dobbiamo anche trovarle mercato. Che in parte credo sia lo scopo di Alcova ad esempio, e della matrice di Progettoxe, cioè la scrittura al femminile. uscire dai ranghi, trovare nuove nicchie. Non può esistere una nuova editoria senza un mercato pronto ad accoglierla.... e il mercato siamo tutti noi. Domandina finale e acida: facciamo la conta, quanti di noi hanno acquistato le antologie di progettoxe, il libro di maya ecc.ecc.? Io per primo no. Ragioni banali e futili forse, banalmente sono anni che non acquisto libri, leggo quelli che prendo dalle biblioteche, perchè altrimenti in casa mia entrano solo i libri ed esco io. ma è un alibi, banale e stupido. Non ho mai comprato nemmeno il libro che per primo mi ha ospitato o la rivista che per prima ha pubblicato un mio articolo. Chi vuole può contattarmi in privato e sarò molto più preciso e circostanziato. Chiudo qui, per ora. Credo che l'argomento possa essere ampiamente sviluppato, ho anche in mente un paio di idee, ma facciamo una cosa alla volta. Ciaoo Moreno p.s. scusate il pippone...... erano 2 mesi che non mi lasciavo prendere la mano dalle liste.... sorry ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 12 Data: Wed, 27 Sep 2000 09:48:50 +0200 Da: "Frida" Oggetto: R: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Ciao a tutti, io concordo senza dubbio sul fatto che il racconto sia più adatto alla rete, anche se probabilmente sono una delle poche persone che acquista raccolte di racconti. Tante volte mi è capitato di arrivare all'ultima parola di uno scritto col rimpianto che fosse finito, ma questa è un'altra storia... C'è un aspetto del racconto online che vorrei sottolineare: la possibilità di "conoscere" chi l'ha scritto, tramite la mailing list o il newsgroup, e magari chiedergli spiegazioni, insultarlo (^_^) o semplicemente dirgli "bravo". C'è una maggiore interazione tra il lettore e lo scrittore, che sembra più avvicinabile, chissà forse anche perchè in rete ci si dà quasi sempre del "tu"... Credo che anche per chi scrive sia un aspetto positivo, dato che può rendersi conto se ha toccato le corde che voleva, ha comunicato le emozioni che sentiva, anche se mi rendo conto che ciò può accadere solo in contesti piuttosto limitati. Ciao ciao, Frida ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 13 Data: Wed, 27 Sep 2000 10:36:25 +0200 Da: "Moreno" Oggetto: Re: Ritmi di danza, mezzi e contenuti C'è un aspetto del racconto online che vorrei sottolineare: la possibilità di "conoscere" chi l'ha scritto, tramite la mailing list o il newsgroup, e magari chiedergli spiegazioni, insultarlo (^_^) o semplicemente dirgli "bravo". C'è una maggiore interazione tra il lettore e lo scrittore, che sembra più avvicinabile, chissà forse anche perchè in rete ci si dà quasi sempre del "tu"... Verissimo, un dettaglio che mi era sfuggito ma che è molto importante. Ciaoo Moreno ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 14 Data: Wed, 27 Sep 2000 11:13:37 +0200 Da: Lucio Oggetto: Re: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Moreno ha scritto: <> Non sono assolutamente d'accordo, come già detto ritengo che al massimo assisteremo ad una separazione tra le due editorie (intese nel senso stretto della parola, visto che ogni casa editrice avrà il suo sito, ma quella non é l'editoria di cui parlo). Sempre Moreno: <> Vero, indubbio, assolutamente esatto. Ma non é il consumo a portare all'obsolescenza e quindi all'abbandono. Lo é, al contrario, la sua incapacità a soddisfare le esigenze del consumatore. Un libro assolve (pienamente) al suo compito dall'arrivo di Guttembergh e della sua straordinaria invenzione. Sempre Moreno: <> Anche qui sono d'accordo in parte. A cambiare sono le tipologie di intensità. Prendi un romanzo come SETA di Baricco. Per quanto breve é un romanzo, ma per quanto romanzo contiene un'intensità che invidio. Sempre Moreno: <> Ecco perché il libro non scomparirà mai, ed ecco anche la formamentis di cui parlavo nella mail precedente. Moreno: <> Parole sante! Mi viene in mente anche il romanzo a puntate di King "il miglio verde". Moreno: <> Sbagliato (in parte)! il mercato non siamo noi, Saremo noi, ripeto che ancora i tempi non ci sono favorevoli. Siamo un po i contadini di internet, scusa l'immagine banale, che hanno appena acqiustato il terreno e prima di seminare devono arare e poi attendere i frutti (lontani?) del loro lavoro! Cos'é Alcova? Frida scrive: <> Anche io le acquisto. Frida scrive inoltre: <> Osservazione Molto intelligente ed assolutamente vera. Il potere dell'interazione non é da sottovalutare. Vero in parte riguardo ai "contesti limitati", cosa intendi esattamente? Lucio! ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 15 Data: Wed, 27 Sep 2000 11:29:03 +0200 Da: "lolahi" Oggetto: R: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Ciao, per "contesti limitati" intendevo, piuttosto banalmente, che questa interazione si può verificare nelle nostre relativamente piccole comunità virtuali. E' impensabile, ad esempio, che uno scrittore di best seller come Stephen King risponda personalmente a tutti coloro che lo contattano (per farlo dovrebbe smettere di scrivere libri, o dedicarsi alla pubblicazione di raccolte epistolari ^_^)... Anche volendo ragionare nel piccolo, senza parlare di scrittori famosi, capita spesso alle donne che scrivono in rete, soprattutto nei newsgroup, di vedersi assalite da richieste di collaborazione (?!), insulti, qualche volta complimenti, e quasi mai critiche costruttive. Ecco che l'interazione di cui sopra diventa difficile, e a volte si scontra con la mancanza di tempo, visto che credo che la maggior parte degli autori dei racconti che leggiamo online per vivere faccianno altro. Ciao ciao, Frida P.S.: sempre io... è cambiato solo l'indirizzo email, visto che yahoo fa capricci :-) ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 16 Data: Wed, 27 Sep 2000 12:32:39 +0200 Da: "Moreno" Oggetto: Re: Ritmi di danza, mezzi e contenuti Premessa: non sono un fautore dell'eutanasia del libro. Anzi. Cerco di leggere cosa mi accade intorno ed esprimo giudizi, sempre molto personali. Moreno ha scritto: <> Non sono assolutamente d'accordo, come già detto ritengo che al massimo assisteremo ad una separazione tra le due editorie (intese nel senso stretto della parola, visto che ogni casa editrice avrà il suo sito, ma quella non é l'editoria di cui parlo). In Germania è stato avviato un processo di informatizzazione della scuola. Entro il 2003 ogni studente dalle medie inferiori in avantai avrà a disposizione un PC portatile come strumento didattico. Che andrà a sostiruire i libri di testo. La Spagna ha avviato un programma analogo, e si tratta di un paese dove oltre il 40% egli studenti ha a disposizione un PC scolastico. 10 anni fà quanti conoscevano le BBS per non parlare di Internet? Quanti studenti oggi ricercano informazioni ed effettuano ricerch in rete invece che nelle biblioteche (come usava ai miei tempi?)? Per primo mi auguro che la morte del libro sia lungi dal venire e se agonia deve essere che sia lunghissima. ma la realtà che cambia è un fatto, purtroppo, ineluttabile. Sempre Moreno: <> Vero, indubbio, assolutamente esatto. Ma non é il consumo a portare all'obsolescenza e q uindi all'abbandono. Lo é, al contrario, la sua incapacità a soddisfare le esigenze del consumatore. Un libro assolve (pienamente) al suo compito dall'arrivo di Guttembergh e della sua straordinaria invenzione. Qui entriamo in un abito molto tecnico. Dovremmo parlare di bisogni e di strategie, di rotazione dei prodotti ecc. Se un libro è pessimo, non assolve nessun compito. Siamo sempre a ruotare intorno ai contenuti, credo. Sempre Moreno: <> Anche qui sono d'accordo in parte. A cambiare sono le tipologie di intensità. Prendi un romanzo come SETA di Baricco. Per quanto breve é un romanzo, ma per quanto romanzo contiene un'intensità che invidio. La mia riflessione era legata strettamente ad un contesto erotico. SETA è molto bello, CITY molto meno. Lo stesso autore può avere notevoli difficoltà a mantenere il livello. Sempre Moreno: <> Ecco perché il libro non scomparirà mai, ed ecco anche la formamentis di cui parlavo nella mail precedente. Mi auguro che tu abbia ragione. Personalmente non ne sono per nulla convinto. Moreno: <> Sbagliato (in parte)! il mercato non siamo noi, Saremo noi, ripeto che ancora i tempi non ci sono favorevoli. Siamo un po i contadini di internet, scusa l'immagine banale, che hanno appena acqiustato il terreno e prima di seminare devono arare e poi attendere i frutti (lontani?) del loro lavoro! Cos'é Alcova? Alcova è la nuova iniziativa di Rossoscarlatto, dedicata alle donne, intese come autrici. L'immagine "agreste" mi piace e di fatto coglie il senso della questione. C'è parecchio lavoro da fare. Domanda chi lo fà? tutti o nessuno? co-ordinati o autarchici? O più semplicemente assisteremo ad un processo di maturazione, base di molti mutamenti della società. idea: avete mai preso in considerazione la creazione di una co-operativa editoriale, fatta da noi, che gestisca un portale della letteratura erotica (e non... ) e dell'erotismo in genere? Per portale intendo un discorso serio e completo, non tentativi come Milù. Più una cosa stile kataweb per intenderci. (assolutamente fattibile sia come costi che come organizzazione, purchè la base sia sufficentemente ampia) Ciaoo Moreno ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________