Pierre Klossowski
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Alla luce di una lampada tascabile, puntata su di me, mi
vide com'ero in quel momento, stretta nel busto, spalle, braccia e cosce nude.
- Tristi tempi, - disse, - tristi tempi, - e mi strappò la maschera:
- Mio Dio, - gridò - che corruzione!
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Vi piacciono questi disegni?
A me no, eppure sono i disegni dell'autore di un capolavoro della letteratura
erotica: "La revoca dell'editto di Nantes" (ed. it. SugarCo).
Il protagonista della narrazione, Octave, non fa mistero, nelle pagine
del proprio diario, delle proprie perversioni e manie.
Anzi, ne parla con un compiacimento da porco che gode nel riflettere su
quanto sia porco. Octave incarna così tutta la morbosità
dello scrittore e delle sue erotomanie, a cominciare dalle più materiali:
feticismo (le mani, i guanti), libidine di vedere la moglie nelle braccia
di un altro.
Ma ben presto si avverte che la sua morbosità si spinge molto più
in alto.
Octave è cattolico. La moglie Roberte, è protestante.
Ciò non manca di eccitare Octave, nella sua morbosità legata
alla teologia. In effetti lo scrittore studiò teologia e si accostò
ai domenicani, prima di abbracciare il luteranesimo e infine abbandonare
anche quello.
Octave fa lo scrittore. Roberte è membro della commissione parlamentare
per la censura.
Octave scrive libri osceni. Roberte in commissione li censura, per il bene
della gioventù francese.
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Senza affatto preoccuparsi del mio busto, senza togliermi la giacca
del tailleur grigio, i due mi slacciano la gonna e mi levano il resto...
... comincia a titillarmi sempre più veloce. Volto ancora la testa...
ma non so più trattenermi a lungo, cerco invano di alzare il ginocchio,
di nascondere con la coscia gli effetti ineluttabili.
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Octave tenta di gettare ogni uomo che entra in casa nelle braccia di Roberte:
sono "le leggi dell'ospitalità". I visitatori non sempre
gradiscono, ma questo non scoraggia Octave, il cui scopo è di sfidare
il pudore di Roberte e indurla a sorprendere sé stessa nell'atto
di cedere. A un certo punto, per esempio, egli introduce in casa un certo
Vittorio Di Santa Sede, figura di viscido intrigante, già assurto
alle gerarchie vaticane per attuare loschi maneggi con gerarchi fascisti
e nazisti, sfuggito alla fine della guerra dalle mani dei tedeschi prima
e degli alleati poi. Inutile dire che la funzione di Vittorio è
mettere in difficoltà Roberte.
Octave descrive nel suo diario, con compiaciuta pignoleria, le disavventure
in cui incorre (o incorrerebbe) Roberte, insidiata da vari personaggi.
Uomini che la rapiscono per strada, la legano e approfittano di lei, travolgendo
la resistenza del suo pudore. Ragazzi che ordiscono un piano per bloccarla,
con il pretesto di lustrarle le scarpe, e saltarle addosso assai maldestramente.
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Mentre si dibatteva, dimenando il busto, impotente, confusa, più per
l'imbarazzo che per la sorpresa, mentre ansava tanto da non poter
gridare e cercava di parare almeno con la mano tutto quello che F.
le illuminava, X contemplava la linea della sua fronte.
Che ora era quando Roberta calò la mano ancora guantata sul tesoro che le
gonfiava le mutande, nel punto in cui la seta si tendeva?
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Il destino di Roberte è di essere suo malgrado eternamente pudica,
continuamente insidiata, inevitabilmente vinta non tanto dall'impeto altrui
quanto dalla propria prorompente, irresistibile carnalità.
Protagonista del romanzo, dei disegni e della vita di Octave-Klossowski,
ella impersona i multiformi aspetti della personalità dell'autore
(un uomo che esprime il proprio ideale erotico in un personaggio femminile,
roba da chiodi), il quale riserva per sé il ruolo di disegnatore
e regista di quadri viventi, nei quali il voyeurismo è elevato a
rango teologico.
Da "La revoca dell'editto di Nantes" è stato tratto
un film in cui, guarda caso, Octave e Roberte venivano interpretati dai
due effettivi protagonisti nella vita.
Quando entrai nella sala di proiezione i posti erano tutti occupati, perciò
mi sedetti per terra, davanti alla prima fila. Mi accorsi allora che mi
ero accoccolata ai piedi dei due protagonisti in carne e ossa, che presenziavano
alla proiezione. Il massimo del voyeurismo!
Quando le luci si spensero, però, cominciai a spaventarmi. E se,
approfittando del buio, mi avessero rapita, trascinata via, legata, per
poi strapparmi le vesti e....?
Comunque la proiezione si svolse senza incidenti.
Come modesto omaggio, ho dedicato a Klossowski, che è morto il 12 agosto 2001, un mio racconto.
© ADAGP
Iris
per voi